Bagra

Ogni giorno, in tutto il mondo, milioni di persone scelgono di adattarsi alle mode, alle idee, agli stili di vita già confezionati. Altri invece decidono di fare esattamente il contrario: adattare il mondo a sé stessi. Sono gli artisti, gli anticonformisti, gli individualisti. Quelli che fanno a pezzi le convenzioni, per creare qualcosa di veramente unico. Come la loro personalità. Oppure, come le borse “Bagra”.

Da una semplice intuizione iniziale, nasce un’innovativa azienda specializzata nel riciclaggio dei grandi teli in PVC che rivestono i palazzi in costruzione o restauro, in modo da ricavarne borse e accessori.

L’intero progetto è ispirato al dadaismo e alla “distruzione” dell’arte borghese in favore della creazione di un’espressione artistica nuova e irriverente. Dadaista è quindi l’intera identità, a partire dal naming (vaga assonanza fra le parole “bag” e “random”, ma che come la parola “Dada”, non significa nulla) fino alle immagini dei teloni pubblicitari usati per creare le borse, ritagliate e decontestualizzate come nei collages di Hannah Höch.


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